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venerdì 7 febbraio 2014

Bihac, un assaggio di Bosnia Erzegovina

Buongiorno, 
giorni di pioggia come questi fanno desiderare un po' di sole, di caldo e poi in questi giorni parecchi Blog amici stanno parlando della Croazia, dei bellissimi laghi di Plitvice e Chiara ha iniziato a raccontare il suo Balkan Express, così sono corsa a guardare le mie fotografie ed ho trovato anche quelle di un posto particolare, Bihac in Bosnia Erzegovina, una bella escursione giornaliera da Senj che quell'anno era la nostra base in Croazia.

Bihac, Moschea Fethija 
Da Senj, una piccola cittadina sulla costa di fronte alla punta meridionale dell'isola di Krk, siamo partiti alla mattina di buon ora per raggiungere Bihac, un'alternativa alle giornate di sole e mare voluta da mio figlio.

La strada più breve passa di fianco ai laghi di Plitvice ed in circa 2 ore ci porta a destinazione.
La natura è rigogliosa, boschi e pascoli si estendono all'orizzonte,

Dalla Croazia verso Bihac
ma tanta pace stride con i segni della guerra lasciati sulle case, segni che si intensificano man mano che ci si avvicina al confine.

Già da lontano si vede il minareto della città

Bihac, il minareto
Benvenuti a Bihac
Benvenuti a Bihac, città di confine tra l'impero Ottomano e quello Austro-Ungarico.
Già abitata ai tempi dei romani viene menzionata per la prima volta solo nel 1260 in un documento del re Bela IV.

La sua vita ruota attorno al fiume Una che la attraversa, caffè e ristoranti si affacciano sulle sue verdi rive.

Bihac, le rive del fiume Una

Ed è qui la nostra prima sosta, un bar dove ci fermiamo anche per il pranzo e dove assistiamo ad un incendio in un vicino negozio.

Bihac, incendio in un negozio
Con belle passeggiate lungo i sentieri che costeggiano il fiume Una si raggiunge il centro della città

Bihac, passeggiate lungo il fiume Una

Bihac, passeggiate lungo il fiume Una
Il centro è moderno, pulito e lineare, le case sono nuove, ricostruite dopo la terribile guerra 

Bihac, il centro
ma accanto alle case nuove si possono ancora trovare edifici che mostrano i colpi dei mortai.

Bihac, case devastate dai colpi di mortaio
Vicino al centro troviamo un colorato mercato, frutta e verdura a buoni prezzi ma anche abbigliamento di marca (originale, non taroccato) a prezzi decisamente convenienti.

Bihac, il  mercato nel centro cittadino
Vicino al mercato c'è la piazza con la moschea Fethija, costruzione che risale almeno al 1266 e che era in origine una Chiesa gotica dedicata a Sant'Antonio ma che fu convertita in Moschea dopo la conquista definitiva degli Ottomani nel 1592.
Il nome Fethija in arabo significa "Vittoria".

La maggior parte della costruzione è rimasta intatta anche dopo la conversione in Moschea, si può vedere infatti il portone di entrata ad arco ed il rosone sopra di esso.

Bihac, Moschea Fethija 
Bihac, Moschea Fethija 
Bihac, Moschea Fethija 
Bihac, Moschea Fethija 
Poco distante si trova la chiesa di Sant'Antonio costruita nel 1891dopo la caduta dell'Impero Ottomano.
In uno stile misto, romanico, gotico e barocco fu eretta sostituzione della precedente Chiesa convertita in Moschea.
Ebbe breve vita infatti fu bombardata dagli alleati nel 1943, restarono solo la facciata e la torre campanaria che furono dichiarati patrimonio nazionale nel 2006.

Bihac, la Chiesa di Sant'Antonio
Bihac ha anche un bel centro commerciale che merita una visita.

Avremmo voluto fermarci ancora un po' ma la strada per il ritorno è lunga così, seppure a malincuore, dobbiamo tornare.

Lungo la strada, quasi al confine con la Croazia un falco dall'alto ci saluta.

Bihac, un falco sulla strada del ritorno
Ma dopo tanta bellezza ecco una cosa che non avrei mai voluto vedere

Bihac, cartelli antimine
Assieme alle case martoriate e distrutte che ancora si vedono, ecco un altro segno di una guerra recente, troppo recente e troppo vicina, una ferita che si è appena rimarginata ma che fa ancora male.

Una sensazione di disagio che ci accompagna fino a casa dove uno spettacolo incredibile lava via i brutti pensieri.

Senj, tramonto dal terrazzo dell'appartamento

Ciao, alla prossima

13 commenti:

  1. Quanti posti meravigliosi in giro per il mondo...riuscirò mai a vederli tutti??

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    1. Tutti magari no, nessuno penso ci riesca ma sicuramente ne vedrai tanti
      Ciao

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  2. Città splendida, con le tue foto hai colto la parte meravigliosa e i segni della tragedia.
    Bellissime.
    Margherita

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    1. Sì, 2 anime, una moderna e spensierata e l'altra ferita
      Ciao

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  3. Bel reportage, con le cose belle e quelle brutte.
    Foto bellissime. =)
    Daniela

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    1. Grazie cara, anche il brutto va commentato perché non succeda mai più, almeno si spera
      Ciao

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  4. che meraviglia... prima o poi un giro lo farò!
    grazie per questo giro virtuale intanto!

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    1. Non è una città delle più belle che ho visto ma vale la pena se sei da quelle parti
      Ciao

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  5. Risposte
    1. Adesso sono a casa, qui ci sono andata qualche anno fa, ma sto pensando al prossimo viaggetto, per Pasqua, Chicago naturalmente.
      Ciao

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  6. Nothing better than hopping in the car for a road trip - stunning!
    Kelly

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  7. Thanks for your visit.
    I agree with you, let's go.
    Ciao

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  8. Stesse identiche sensazioni che abbiamo provato noi, andando verso i Laghi di Plitvice.
    Posto meraviglioso, incredibile. Pare impossibile che la natura riesca a creare simili bellezze.
    Purtroppo i segni della guerra, lasciati lungo la strada, le case crivellate, proprio come le hai mostrate tu, non si possono dimenticare. Le case abbandonate, con i panni ancora stesi ad asciugare, lì da chissà quanto, hanno turbato il nostro viaggio.
    Giusto tornare in quei posti, vederli rinascere (per quanto noi siamo andati in Croazia anche durante il periodo della guerra), hanno bisogno del turismo, ma vedere certi spettacoli non lascia indifferenti.

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